Archivio della Categoria '"Sulla parola"'

Walter Benjamin

Domenica 4 Luglio 2010

“(…) Come che sia - per ognuno ci sono cose che, più di altre, svilupparono in lui abitudini durature. Grazie a esse si formarono le attitudini che contribuirono a determinare la sua esistenza. E poiché, per quel che riguarda me, esse furono il leggere e lo scrivere, nulla di ciò in cui mi imbattei nell’infanzia suscita più cocente nostalgia dell’alfabetario. Conteneva, impresse su piccole tavolette, le lettere dell’alfabeto, singolarmente, in caratteri gotici che le facevano apparire più giovani e anche più leggiadre di quelle stampate. Si adagiavano esili sul giaciglio inclinato, ciascuna in sé compiuta, e nella loro sequenza vincolate dalle regole dell’ordine - la parola - di cui erano sorelle. Restavo ammirato per come tanta modestia potesse coniugarsi con tanta magnificenza. Era uno stato di grazia. E la mia destra, che reverente cercava di conquistarlo, non riusciva nell’intento. Doveva restare fuori come il guardiano incaricato di lasciar passare gli eletti. Così il suo rapporto con le lettere fu pieno di rinunce. La nostalgia che risveglia in me, mostra quanto l’alfabetario sia stato tutt’uno con la mia infanzia. Ciò che in realtà cerco in esso è l’infanzia stessa: tutta l’infanzia, come si collocava nel gesto con il quale la mano inseriva le lettere nel listello in cui dovevano allinearsi a formare parole. La mano può ancora sognare quel gesto, ma non può più risvegliarsi per eseguirlo davvero. Allo stesso modo posso sognare come una volta imparai a camminare. Ma non mi serve a niente. Adesso so camminare; non posso più imparare a farlo.”
Walter Benjamin - “L’alfabetario”, in “Infanzia berlinese intorno al millenovecento” (ultima redazione 1938), trad. di Enrico Ganni

Maurizio Chiararia - Alfabetario

Lunedì 28 Giugno 2010

“Alfabetario”: di prossima pubblicazione per i tipi di Campanotto Editore.
“Alfabetario” è una raccolta di scritti in prosa e in poesia che rimandano a un “diario di parole” di 365 giorni, anche se il tempo di stesura di essi copre un arco di dieci anni, dal 1962 al 1972, gli anni della giovinezza del poeta. “Diario di parole” che è un “diario sulla parola”, esercizi letterari e filosofici, annotazioni, aforismi, testi poetici, brevi racconti, che hanno per tema l’uso e il disuso della parola. Ogni pagina del diario cerca di descrivere le circostanze astratte e concrete entro le quali la parola nasce e prende forma, riflessioni a freddo sullo stesso fare poetico, senza fare poesia, ma subendola soltanto, quasi fosse un altro ad avere scritto quei testi, o meglio il tempo che li ha custoditi e ritrovati. Come fossero frammenti di un diario più ampio di uno scrittore sconosciuto, magari scoperto e tradotto da una lingua straniera, il cui linguaggio non abbia trovato una compiuta forma letteraria, ma abbia subito un’amputazione di significato e viva e scorra adesso senza senso e senza sensi sotto gli occhi del lettore. Ci sono anche alcune citazioni da altri scrittori che avallano questo “spaesamento” delle parole e del loro significato, anzi l’intera opera è stata ispirata ed è una conseguenza di quelle letture. Infatti, nell’arco degli ultimi dieci anni l’autore ha raccolto e ordinato più di mille citazioni di scrittori, ora inserire nella Categoria “Sulla parola” di questo blog, quasi tutte incentrate sulle problematiche del linguaggio
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Jean Starobinski

Lunedì 14 Giugno 2010

“Attraverso le cose che nomina, il poeta designa ciò che non si lascia nominare.”
Jean Starobinski

Stephane Mallarmé

Sabato 12 Giugno 2010

“Sconfiggere il caso parola dopo parola.” Stephane Mallarmé

Stephane Mallarmé

Sabato 12 Giugno 2010

“Ritrarre non la cosa, ma l’effetto che essa produce.” Stephane Mallarmé

Bob Dylan

Sabato 12 Giugno 2010

“Tutto quello che posso cantare, lo chiamo canzone, quello che non posso cantare lo chiamo poesia.” Bob Dylan

Maurice Blanchot

Domenica 30 Maggio 2010

“La parola poetica non è più parola di una persona: in essa, nessuno parla e quel che parla non è nessuno, ma sembra che la parola soltanti si parli.” Maurice Blanchot

Maurice Blanchot

Domenica 30 Maggio 2010

“Nel linguaggio del mondo, il linguaggio tace come essere del linguaggio e come linguaggio dell’essere, in un silenzio grazie al quale gli esseri parlano, e trovano anche oblio e riposo.”
Maurice Blanchot

Giacomo Leopardi

Venerdì 28 Maggio 2010

“Non si pensa se non parlando.”
Giacomo Leopardi

Stephane Mallarmé

Domenica 23 Maggio 2010

“L’opera pura implica la scomparsa della volontà espressiva del poeta, che cede l’iniziativa alle parole messe in movimento dall’urto delle loro diseguaglianze.” Stephane Mallarmé

Stephane Mallarmé

Domenica 23 Maggio 2010

“Invece d’una funzione di moneta facile e rappresentativa, come lo considera la folla, il linguaggio, prima di tutto sogno e canto, ritrova nel poeta, per necessità costitutiva di un’arte consacrata alla finzione, la sua virtualità.” Stephane Mallarmé

Heinrich Heine

Lunedì 19 Aprile 2010

“Dove le parole finiscono inizia la musica.”
Heinrich Heine

Martin Heidegger

Lunedì 19 Aprile 2010

“Il linguaggio è la casa dell’essere e nella sua dimora abita l’uomo.”
Martin Heidegger

Jean-Paul Sartre

Martedì 13 Aprile 2010

“D’un tratto mi fermo: ho sentito una sdrucitura, ho visto spuntare una parola sotto la trama delle sensazioni.”
Jean-Paul Sartre

Martin Heidegger

Giovedì 4 Marzo 2010

“Questa è la legge del poetante divenire di casa nel proprio a partire dalla traversata poetante del non essere di casa nell’estraneo.”
Martin Heidegger

Tzvetan Todorov

Mercoledì 17 Febbraio 2010

“Quando scriviamo, non facciamo altro che scrivere: l’importanza del gesto è tale che non lascia spazio a nessun’altra esperienza. E al tempo stesso, se scrivo, scrivo su qualcosa, anche se questo qualcosa è la scrittura. perché la scrittura sia possibile, essa deve partire dalla morte di ciò di cui parla; ma questa morte la rende a sua volta impossibile. O ciò che si dice è lì, presente, e allora non vi è posto per la letteratura; oppure si fa posto alla letteratura, e in tal caso non c’è più niente da dire.”
Tzvetan Todorov

Gottfried Wilhelm von Leibniz

Sabato 13 Febbraio 2010

“Metti il dito su una riga a piacere e vedrai rappresentato effettivamente in ogni dettaglio quel che la linea indica in modo sommario.”
Gottifried Wilhelm von Leibniz

Johann Jakob Breitinger

Sabato 6 Febbraio 2010

“La poesia non è altro che la formazione nell’immaginazione di nuovi concetti ed immagini i cui originali vanno cercati non nel mondo attuale… ma in qualche altra struttura di un mondo possibile… Sotto questo aspetto al poeta spetta il nome di “poietes”, creatore, poiché con la sua arte egli è in grado di dare corpi visibili a cose invisibili, ma anche di creare cose che non sono percepibili con i sensi, vale a dire di tramutarle da possibili in attuali e dare così ad esse l’apparenza e il nome di realtà.”
Johann Jakob Breitinger

Gottfried Wilhelm von Leibniz

Venerdì 5 Febbraio 2010

“Questa è la casa dei destini, della quale sono la custode. Essa racchiude tutte le rappresentazioni non solo di tutto ciò che accade, ma anche di tutto ciò che è possibile.”
Gottfried Wilhelm von Leibniz

Lu Hsun

Mercoledì 3 Febbraio 2010

“Quando l’uomo si sente solo può creare; liberato dalla solitudine non crea, non ha più oggetto d’amore. La creazione infine ha radice nell’amore. La creazione è l’effusione scritta del proprio animo, tuttavia si desidera che qualcuno la legga. La creazione ha carattere sociale. Pure qualche volta basta che sia uno solo a leggerla, per essere contenti: un amico, un’innamorata.” Lu Hsun