Archivio di Novembre 2009

Giovanni Pascoli

Domenica 29 Novembre 2009

“Le parole le vorrei nella rete del cuore.”
Giovanni Pascoli

Viktor Sklovskij

Domenica 29 Novembre 2009

“Senza la parola non si può estrarre nulla dal fondo.”
Viktor Sklovskij

Danilo Dolci - Non esiste il silenzio

Mercoledì 18 Novembre 2009

Einaudi
Nuovi Coralli 96
1^ edizione 1974
€ 30

Guido Gozzano

Mercoledì 11 Novembre 2009

“Io non penso, da vario tempo, ai miei sogni letterari, alterno lo studio alle cure entomologiche; allevo una straordinaria colonia di bruchi.”
Guido Gozzano

Umberto Eco

Mercoledì 11 Novembre 2009

“O si parla letteralmente o non si parla.”
Umberto Eco

folkstudio giovani

Martedì 10 Novembre 2009

NUOVE TENDENZE DELLA MUSICA E DELLA CANZONE D’AUTORE
al FOLKSTUDIO
Via Frangipane 42
ogni DOMENICA
alle 17,45
informazioni per
MUSICISTI e
SPETTATORI
06/48.71.063

€ 10

Folkstudio in Concert

Martedì 10 Novembre 2009

Festa de l’Unità di Roma
Castel S, Angelo
Arena Centrale
Venerdì 22 Luglio, alle ore 21
FOLKSTUDIO IN CONCERT
Vecchie e nuove tendenze dell’altra musica
Spettacolo no-stop dal blues al country, dalla canzone d’autore alla chitarra solista, con la partecipazione di numerosi musicisti più o meno noti
ingresso: Lire 10.000
Grafica T. Cesselon/F. De Vecchis
Stabilimento Tipografico Fiori&Avanzini
Via Anicio Paolino, 21 - Roma

€ 20

Wassily Kandinsky

Martedì 10 Novembre 2009

“Il punto geometrico è il più alto e assolutamente l’unico legame fra il silenzio e la parola.”
Wassily Kandinsky

Roberto De Simone

Martedì 10 Novembre 2009

“Un melodramma come favola dove si canta per parlare e si parla per cantare.” (a proposito della Gatta Cenerentola)
Roberto De Simone

HAITI - Canti di lotta e di ribellione

Lunedì 9 Novembre 2009

I Dischi dello Zodiaco
An Original Paredon Recording
Presentazione di Atis Indepandan
Contiene libretto con testi originali con traduzioni in inglese e italiano
33 giri stereo 1976

€ 35

Jens Peter Jacobsen - Marie Grubbe

Lunedì 9 Novembre 2009

Fratelli Fabbri Editori
I Grandi della Letteratura
Traduzione di Amos Nannini
Prefazione di E. H. V.
1^edizione 1969

€ 20

Marco Grispigni e Leonardo Musci (a cura di) - Guida alle fonti per la storia dei movimenti in Italia (1966-1978)

Venerdì 6 Novembre 2009

Ministero per i beni e le attività culturali
Direzione generale per gli archivi
Fondazione Lelio e Lisli Basso - ISSOCO
Pubblicazioni degli Archivi di Stato - Strumenti CLXII
pubblicazione f.c.
1^ 2003
€ 30

Luigi Einaudi - Prediche inutili

Venerdì 6 Novembre 2009

Giulio Einaudi Editore
Dispensa quinta:
Giustizieri e protezionisti municipali
E’ un semplice riempitivo!
Perplesso
In quale Accademia?
1^ edizione 1958
€ 25

Francesco De Sanctis - I partiti e l’educazione della nuova Italia

Venerdì 6 Novembre 2009

Einaudi
a cura di Nino Cortese
con una nota dell’Editore
1^ edizione 1970
riproduzione in fac-simile 1993
€ 20

Canto dei prigionieri di Soedel (da Georg Buchner)

Mercoledì 4 Novembre 2009

Della battaglia di Soedel siamo i vinti
difendevamo i nostri diritti
nella campagna sentimmo un gran clamore
eran le truppe dell’imperatore.

C’hanno accerchiati nei nostri stessi campi
presi e dispersi, uccisi e massacrati
messi in catene e stretti nella gogna
di tal misfatti non sentono vergogna.

Di voi soldati noi eravam fratelli
ma avete ucciso i poveri ribelli
nelle famiglie che avete incarcerato
non troverete nemmeno un alleato.

La fratellanza sta con la giustizia
non siam fratelli di una tale milizia
il nostro sangue vi placherà la sete
ma siete sbirri e sbirri rimarrete.

L’imperatore va gridando a tutti
che noi eravamo pochi contro tutti
ma meglio pochi che male accompagnati
e meglio morti che stare incarcerati.

Libertà ha un volto che adesso non si vede
noi lo faremo con la nostra fede
forza fratelli, stiamo tutti uniti
se ci hanno presi non siamo ancor finiti.

Qualcuno un giorno busserà alla porta
ma per chiamarci ancora alla rivolta
altri fratelli prenderanno le armi
e sarà allora difficile fermarli.

Riprenderemo le nostre bandiere
per sventolarle ma per il potere
libertà allora avrà un volto ed un nome
quello ridente di rivoluzione.

Ogni vittoria nasce dalla guerra
rimane oppresso chi non si ribella
ogni vittoria nasce dal fucili
ma quello nostro, non quello servile.

Una vittoria la possiamo avere
basta allearsi un po’ con il potere
ma una vittoria così non vale niente
se non c’è il popolo che la difende.

Maurizio Chiararia

Roma, 1976

C’era una volta un re

Martedì 3 Novembre 2009

C’era una volta un re
che aveva tante case
una era per l’inverno
e l’altra per l’estate
una nella campagna
l’altra nella città
una per starci sveglio
l’altra per riposar.

A questo stesso re
successe un fatto strano
venne a lui tanta gente
con il forcone in mano
che disse “abbiamo freddo
e niente da mangiare
ben presto ai tuoi palazzi
dovrai rinunciare!”.

E allora fu che il re
chiamati i suoi architetti
disse di costruire
altre case sopra i tetti
ma gli architetti dissero
“spazio ci devi dare
la vista ed il paesaggio
dobbiam salvaguardare.”.

E fu così che il re
fece la guerra santa
mosse per conquistare
l’Inghilterra e la Francia
mandò come soldati
gli stessi contadini
e ne espropriò le terre
e estese i suoi domini.

E poi consolidò
il suo regno terreno
stringendo le alleanze
persino con il clero
la croce che era allora
l’arma dei poveretti
divenne presto il simbolo
dei traditor perfetti.

Poi venne un altro re
però senza castelli
che impose ai cittadini
la legge dei balzelli
e con il ricavato
si rimpinguò le tasche
dando così l’avvio
al regno delle banche.

E così soffocò
ogni atto naturale
dicendo che nuoceva
al proprio capitale
che il capitate in fondo
da beneficio a tutti
che se il denaro circola
padroni sono tutti.

Ma poi questa illusione
ben presto fu svelata
con fredda precisione
da Marx fu criticata
e lui pose le basi
del mondo senza classi
unendo nella lotta
la teoria con la pressi.

La favola narrata
avrà certo buon fine
se si fa combaciare
il mezzo con il fine
il mezzo il Gran Partito
il fine la riscossa
la presa del potere
con la Bandiera Rossa.

Maurizio Chiararia

Roma, 1973

Occupa occupa

Martedì 3 Novembre 2009

Lo sporco governo aumenta benzina
e mantiene i prezzi sempre di rapina
e la fame aumenta ed il pane manca
e il governo sventola bandiera bianca.
Però noi sappiamo che questa bandiera
sta già diventando una bandiera nera
e noi gli diciamo per tutta risposta
la nostra bandiera è sempre più rossa.

Occupa occupa occupazione
facciamo pagare gli aumenti al padrone.
Occupa occupa occupazione
facciamo pagare gli aumenti al padrone.

Quelli del Comune ci vengono a dire
che il piano edilizio sta lì per venire
che il piano prevede la costituzione
di intieri quartieri di strade e di scuole.
Però noi sappiamo che questa espansione
ingrossa le tasche soltanto al padrone
e a queste menzogne noi gli rispondiamo
le case ci sono e noi le occupiamo.

Occupa occupa occupazione
facciamo pagare la casa al padrone.
Occupa occupa occupazione
facciamo pagare la casa al padrone.

E il padrone dice “ma siete occupati
nel vostro lavoro e dai sindacati
che cosas vi state a lamentare
soltanto le tasse dovete pagare.
E pure le tasse dobbiamo pagare
e il padrone fa l’evasore fiscale
e si fa i miliardi con tutti i proventi
e intacca la bilancia dei pagamenti.

Occupa occupa occupazione
facciamo pagare le tasse al padrone.
Occupa occupa occupazione
facciamo pagare le tasse al padrone.

E il Ministro la scuola vuole riformare
che chi non ha soldi non ci potrà andare
però lui non sa che il diritto allo studio
sta insieme al diritto a un lavoro sicuro.
E allora lottiamo in fabbrica e a scuola
perchè questa lotta è una lotta sola
spezziamo la schiena ai padroni e al governo
e a Caltagirone a Gabetti e a Piperno.

Occupa occupa occupazione
facciamo pagare la scuola al padrone.
Occupa occupa occupazione
lavoro sicuro e sicura istruzione.
Occupa occupa occupazione
facciamo pagare la crisi al padrone.
Occupa occupa andiamo a occupare
la scuola di tutti dovrà diventare.
Occupa occupa andiamo a occupare
non solo un palazzo anche il Quirinale.
E così avremo noi tutti occupato
non solo un palazzo ma tutto lo Stato

Maurizio Chiararia
Roma, 1973

Pozzanghera nera 18 aprile

Martedì 3 Novembre 2009

Quanto si lamentava Geremia nelle chiese
dalle casupole inondate di neve
vennero mamme e uomini a urlare
avevano fagotti sulle carni
tenevano la voce rotta dei figli
freddati nelle quinte di trincea.
Fu gridata la vita dei pezzenti
dissero chiedete e vi sarà dato
all’alba nelle file dei braccianti
camminò lieve il mite Pellegrino
sul mercato apparve la tela bianca
del sole del mattino.
Ai giovani spinti sui burroni
agitarono un’antenna per passare
i vecchi segnarono un giaciglio
gli artefici lessero il loro destino
il padre segnò col dito al figlio
lo sguardo sul cammino.
Carte abbaglianti e pozzanghere nere
hanno dipinto la luna sui nostri muri
i padroni hanno dato da mangiare
quel giorno si era tutti fratelli
come nelle feste dei santi
abbiamo avuto il fuoco e la banda.
E’ finita è finita è finita
quest’altra torrida festa
siamo qui soli a gridarci la vita
siamo noi soli nella tempesta.
E se ci affoga la morte
nessuno sarà con noi
e col morbo e la cattiva sorte
nessuno sarà con noi.
I portoni ce li hanno sbarrati
si sono spalancati i burroni
oggi ancora e duemila anni
porteremo gli stessi panni.
Noi vogliamo i soviet
i soviet dei pezzenti
quelli che strappano ai padroni
le maschere coi denti.

Rocco Scotellaro 1948

adattamento di Maurizio Chiararia

Roma, 1974

Per fare una festa

Martedì 3 Novembre 2009

Per fare una festa ci voglion compagni
che mettano assieme un po’ di risparmi
ci vogliono i soldi di sottoscrizione
e un contributo di federazione.

Per prima bisogna trovare una piazza
che non sia nè piccola nè alta nè bassa
ci vuole il permesso della polizia
per manifestare su pubblica via.

Bisogna discutere sui contenuti
e sollecitare tutti i contributi
e poi si dirà di allargare il discorso
a tutte le forze presenti sul posto.

Bisognerà poi stabilire che l’ora
sia ben compatibile con chi lavora
con quelli che voglion veder la partita
con quelli che vogliono andarsene in gita.

Bisognerà poi fare megafonaggio
andando nei posti di maggior passaggio
bisognerà poi fare l’animazione
sensibilizzare la popolazione.

Bisognerà poi rimediare un bel palco
che non sia nè grosso nè basso nè alto
ci vogliono tavole ben resistenti
ci vogliono sedie per tutti i presenti.

Ci vogliono i fili degli altoparlanti
ed i volantini da dare ai passanti
ci sono da fare i giornali murali
ci son le notizie da dare ai giornali.

Ci sono i pannelli da mettere in vista
contro la DC e la violenza fascista
ci sono canzoni di lotta da fare
ci sono le lotte da fare e cantare.

Ci sono da fare interventi teatrali
ci sono i bambini da tenere bravi
bisogna non farli salire sul palco
perchè non ti sfascino l’armamentario.

E quando fa scuro ci sono i filmati
ci sono i teloni che vanno montati
ci sono le sedie da fare spostare
di modo che tutti si possa guardare.

E quel socialismo che cambia la vita
lo ritroveremo a festa finita
avendolo fatto con tutti i compagni
nel corso dei mesi nel corso degli anni.

Maurizio Chiararia

Roma, 1976

Vale la pena

Martedì 3 Novembre 2009

Sabato pomeriggio all’EUR appuntamento
c’è la DC al suo tredicesimo congresso
siamo arrivati a gruppi sparsi e ad un segnale
ci dirigiamo sull’ingresso principale. (e vale)
Trovo un compagno là che non sembra d’accordo
dice che ormai questo sistema è moribondo
che stanno celebrando il loro funerale
tra un mese andremo a una scadenza elettorale. (e vale)

Vale, vale la pena vale
vale, vale la pena vale
vale, vale la pena di lottare
vale, vale la pena di lottare vale

D’un solo colpo in aria spuntano i cartelli
e ci ammassiamo tutti insieme sui cancelli
gridando “la DC in trent’anni di potere
c’ha dato solo bombe stragi e trame nere. (e vale)
Gridare ladri ai ladri che soddisfazione
sembrava il sessantotto e la contestazione
sembrava d’esser ritornati a Valle Giulia
la polizia che cala e la battaglia infuria. (e vale)

Vale, vale la pena vale…

Compagni disperdiamoci ecco i celerini
grido a mia moglie di scappare nei giardini
una compagna cade sotto il manganello
il poliziotto che colpisce è sempre quello. (e vale)
E poi ci rincontriamo, han preso due compagni
vediamo i poliziotti rinserrare i ranghi
compagni via lontano, via che a questo punto
lo scopo che ci siam prefissi è ormai raggiunto! (e vale)

Vale, vale la pena vale…

Poi ci chiediamo se è servito a qualche cosa
gridare in faccia a quella gente cancrenosa
con qualche dubbio ce ne andiamo verso casa
tutti i cartelli son rimasti sulla piazza. ( e vale)
E dalla macchina vediam quei delinquenti
tutti i cartelli e le bandiere fare a pezzi
e le bottiglie vuote rotte sul piazzale
a volte pure contestare un funerale vale.

Vale, vale la pena vale…

E la mattina dopo all’Unione Inquilini…

Maurizio Chiararia

Roma 1976